Nell’età della pietra tecnologica

Chi mi conosce sa che da un anno e mezzo circa ho iniziato a occuparmi dei cosiddetti smartphone (a tratti ossessivamente: quando mi appassiono divento decisamente pedante) dopo che per una vita il mio rapporto con la telefonia mobile è stato discontinuo e soprattutto di quasi totale disinteresse. La storia è cambiata quando mi capitò di vedere in rete dei video che parlavano di un progetto della Microsoft chiamato Courier e mi sono reso conto che quei video raffiguravano l’oggetto che avevo sognato per lunghissimo tempo. E così è rimasto in effetti: un sogno, perché la Microsoft ha rinunciato allo sviluppo di quel modello. Dirottai le mie speranze sul modello N900 della Nokia, un attrezzo al quale sono rimasto particolarmente affezionato e che secondo me è stato il progetto più intelligente che ho avuto modo di vedere in questi due anni. Tanto intelligente che il mercato non ha gradito e la Nokia ha pensato bene di affossare tutto.

 

Ora ripongo le mie aspettative in un modello Samsung chiamato Galaxy Note che forse riassume alcune delle caratteristiche che tanto mi erano piaciute nei filmati sul Courier.

 

C’è qualcuno di voi che integra questi strumenti tecnologici con la propria vita professionale? Secondo voi questi strumenti sono effettivamente in grado di modificare in meglio le giornate lavorative sia dal punto di vista gestionale che da quello creativo? Sono un valore aggiunto rispetto a macchine fotografiche, videocamere, computer da tavolo, computer portatili o sono solo un’aggiunta per persone che si possono permettere spese superflue?

E soprattutto: a quali di queste caratteristiche non vorreste rinunciare pensando all’acquisto (spesso piuttosto impegnativo in termini economici) di uno smartphone o di un tablet?

- la penna (o pennino o stylus);

- la presenza di strumenti per l’utilizzo in incontri di lavoro (registrazioni vocali, sistemi di annotazione);

- la tastiera fisica;

- uno schermo grande;

- funzioni telefoniche evolute;

- presenza della radio fm;

- integrazione con altre apparecchiature tecnologiche;

- macchina fotografica e video camera integrate di buona qualità;

- sistema operativo e software open source.

- varie ed eventuali?

 

ps: le foto di “Bus astratto” le ho realizzate con l’N900. Non avrei mai pensato di utilizzare uno smartphone per delle fotografie, alla resa dei conti è stato un esperimento interessantissimo.

Sergio Ballo

Anninovanta