Dove si ferma lo scatto?

Torno ad aggiornare il sito dopo una lunga pausa perché nel frattempo è morto mio padre. La causa è stato un tumore: quasi ognuno di noi ormai sa di cosa si tratti. Un’attesa lunga, cure, tentativi, analisi, diagnosi e terapie spesso incerte, umore volatile e incostante e il desiderio inaspettato, crescente e insopprimibile che tutto finisca presto. Compresa in questo scenario l’opportunità di vedere le cose da un punto di vista più profondo, meno vicino alla quotidianità e alla consuetudine. Sempre di vita, in fondo, si tratta.

 

Se ne parlo qui è perché a volte in questi mesi di assistenza e attesa ho avuto voglia di fotografare quel che stava succedendo. Ho immaginato inquadrature, studiato le luci, progettato un racconto che si sviluppasse su più fotografie. Non ne ho fatto nulla: mio padre era una persona talmente riservata che non avrebbe accettato di farsi ritrarre neanche sotto tortura.

 

In rete, però, si trova qualche lavoro fotografico che ha come soggetto la testimonianza di una malattia fino agli ultimi giorni di vita di una persona. Ha girato molto ad esempio il link al lavoro di Angelo Merendino, un fotografo di Cleveland che ha documentato con le immagini la battaglia della moglie Jen con un tumore al seno rivelatosi fatale.

 

Sono immagini inevitabilmente brutali. Suscitano speranze e ti gettano nello sconforto un attimo dopo. È sicuramente un buon modo di descrivere una storia d’amore in cui il terzo incomodo è una malattia mortale. E tu che stai leggendo avresti scattato queste foto? Le scatteresti in accordo con un tuo parente, un congiunto? E nel caso, perché? Per colmare in qualche modo un vuoto interiore? Per esorcizzare la paura? Per amore di testimonianza, di documentazione?

 

Io so dove mi son fermato io. Coincide con altre situazioni in cui sentivo che le mie immagini non avrebbero rappresentato degnamente le persone ritratte. Pur scattando spesso ad insaputa delle persone, ci sono casi in cui senza un consenso evidente è impossibile, almeno per me, fare altro.

One thought on “Dove si ferma lo scatto?

  1. Ciao Enrico,

    concordo con quanto hai fatto o non fatto, ascoltando la voce migliore….quella che è dentro di noi . A questa non si può rimproverare mai nulla……in quel momento, quale che sia la scelta che facciamo …..ci abbiamo creduto.
    Un abbraccio,
    Michele

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